giovedì 18 agosto 2016

Torre Marrana


Sull’avamposto petreo
si erge la Torre Marrana
tra gli ulivi d’argento e la brughiera
dove i giunchi agitano le spighe
le ginestre evocano la primavera
e la fiumara scroscia nel fondo valle
Punto d’avvistamento
che tiene in prigione il vento
tra strati di pietre e di storie
Alta domina l’orizzonte
nei riflessi del sole
sull’azzurro panno di seta
il mare si sposa con il cielo
e Stromboli eterno testimone
soffia vento e nuvole.
Allora, si scorgevano lontani velieri
avvistamenti minacciosi di saraceni
s’allertavano con fuochi e tamburelli
ad avvisare le genti e le torri vicine
ora una pianta di cappero
verdeggia il muro
nell’abbraccio parabolico delle rondini

venerdì 29 luglio 2016

alle 20e13

Alle 20,13 il sole tramonta nel mare
Brilla una scia di luce
Mentre le onde disegnano merletti di schiuma
Un uomo legge poesie nell’aria
La brezza le porterà là
Dove s’addensa l’amore

martedì 19 luglio 2016

Il profumo della libertà

Il profumo della libertà
A Paolo Borsellino e alla sua scorta

Il discorso viaggia nell’etere
ritorna quella forza lontana
la sorgente della legalità
gorgoglia ancora nella memoria.
Si può interrompere il destino dell’uomo
ma non si placherà mai la sua voce
fresca con il suo profumo di libertà,
che emoziona sempre
le menti giovani e fertili.
E’ necessario voltarsi indietro:
la polvere esplosa ha sepolto la verità
ma da quel cratere germoglia con forza
l’albero della testimonianza.
Da p.zza Unità d’Italia a Capaci,
fino a via D’Amelio
dalle bacheche di facebook all’hashtag di twitter
si rincorrono i minuti di silenzio,
e le tante manifestazioni.
Ma basterà un minuto di silenzio per commemorare il tuo sacrificio
oppure lo sventolio di tante agende rosse.
Forse no, forse non basteranno a rimuovere
il puzzo del compromesso morale,
ma alimenteranno ancora il sogno
per un paese libero dalle mafie.

venerdì 8 luglio 2016

Morire di razzismo

                             
                                  Ad Emmanuel Chidi Namdi
Sul delta del fiume rimase l’orrore
dietro non esiste più nulla
la vita pagata con altra vita
terrorismo e orrore
recidono l’amore familiare
Da dove si ricomincia? 
dal viaggio,
nel deserto, sul mare, nei centri d’accoglienza,
poi una chiesa, un uomo una comunità
che accoglie un rifugiato
Ricominciare altrove
ricostruire un nuovo sorriso
con l’abbraccio che sostiene il cuore
con i denti bianchi
che illuminano la notte
ed allontanano gli spettri.
Ma nelle strade serpeggia l’odio
disseminato dal Parlamento
e dalle tribune nelle perenni
campagne elettorali
a nutrire le fameliche bestie
Un insulto (inoffensivo secondo alcuni)
e poi il sangue rosso...
versato con violenza assassina
rosso come il sangue di tutti gli uomini

E’ più facile morire di terrorismo
oppure morire di razzismo?

Vana è la fuga, quando la sorte c’insegue
e la vigliaccheria uccide

sabato 18 giugno 2016

Un tassello arancione

Oggi proverò a sentire il profumo dei tigli
di questa strana primavera
proprio oggi che il sole asciuga le ultime lacrime
nel tepore di una lunga notte

ma nell'aria c'è un altro profumo
che sovrasta tutto e tutti
è il profumo dei sogni di quelli
che il vincente non smette di sognare,
e il sapore rotondo della luna
che sorride ai giovani personaggi in cerca di futuro

c'è nell'aria un respiro nuovo
fresco di rinnovamento
è un tassello arancione
che s'incastra nella storia
e colora il Murales della nuova ‪‎Dairago

domenica 12 giugno 2016

Le pieghe dei sogni



I veli del sonno volteggiano
nella brezza del mattino
la frescura infila i suoi aghi nella pelle
si raggomitola l'anima
tra le pieghe dei sogni
le tue mani sono àncore
per la salvezza dall'oblio
mi aggrappo alla nostra esistenza
e bevo il caffè che riempie d'aroma
la stanza del cuore

martedì 31 maggio 2016

Respiro di primavera


Al primo respiro di primavera
il prato volgente lo sguardo al sole
ne prende il calore e il colore
nei luminosi fiori del tarassaco.
Ascolto e osservo un nugolo d’api
voci chiassose della terra
amanti e corteggiatori dei fiori
sedotti dal nettare dolce-amaro
quale aromatico dono
pel fecondo bacio d’amore
s’unge alle zampette il giallo polline
quale pegno per l’amplesso floreale
Laboriosamente voi ne fate
ambrato miele, quanto ai fiori
già domani s’apriranno in soffici ampolle
di leggeri paracaduti propaganti
s’alzeranno nell’empito vento
e vagabondi disperderanno
semi di sole sui prati lontani
o saliranno nel cielo
a spargere frammenti di stelle